Mar. Mar 17th, 2020

UNA GIORNATA CON RICCARDO PIATTI

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Il mio obiettivo principale è creare dei problemi nella testa dei miei giocatori, affinchè loro riescano a risolverli progredendo e migliorando il proprio bagaglio tennistico

Riccardo Piatti

Credo che per ogni appassionato di tennis, uno dei sogni più grandi sia quello di vivere un’esperienza il più possibile vicina a quella di un giocatore professionista. E chi meglio di un Coach come Riccardo Piatti può farci provare queste sensazioni? Presumo pochi nel panorama italiano.

La sensazione più incredibile ed inaspettata che si prova passando una giornata con lui, è che è umano, sin dal primo minuto cerca di metterti a tuo agio, non ti fa sentire inferiore. Questo, se uno ci pensa, è davvero impressionante, perchè stiamo parlando di uno tra i coach più famosi ed importanti del mondo. Appena entrati in campo, è impossibile non rendersi immediatamente conto del livello oggettivamente superiore di gran lunga alla media della persona con cui si sta interloquendo… La cura del dettaglio è la parola d’ordine durante il suo operato, si avvale di potenti mezzi tecnologici per studiare da più vicino possibile ogni tua azione, lavora tanto sull’equilibrio, sull’uso dell’arto non dominante, e cerca di farti rendere al meglio delle tue possibilità, forse anche un po’ di più. Accompagnato dal mio tecnico Vincenzo, avevamo deciso di intraprendere questa esperienza per cercare di programmare al meglio la mia crescita tecnica. Persona migliore non potevamo scegliere. Quell’esperienza mi ha segnato, mi ha fatto crescere, ascoltare ogni sua parola, consiglio, osservarlo nei suoi movimenti, nel modo in cui si pone con il giocatore che allena, sono tanti pezzettini che sono andati a comporre il mio puzzle attuale. Ma il concetto che più mi è rimasto impresso, è che il tennis che lui allena ogni giorno con Sinner, con la Sharapova è lo stesso che giochiamo noi, comuni mortali nei nostri circoli. L’obiettivo è sempre lo stesso, cambiano solo gli interpreti, i protagonisti. Ognuno di noi ha il proprio tennis, e sarà solo nostro, nessuno potrà emularcelo. Nel nostro piccolo, anche noi siamo dei tennisti unici.

Dopo aver appreso questo concetto, mi sorse spontanea la domanda: ma allora se giocano il nostro stesso sport, a livello tattico come si allenano? Per rispondermi, prese da esempio il piano tattico che aveva sviluppato insieme a Ivan Ljubičić. Piano tattico che gli permise di arrivare n° 3 del mondo. Mi raccontò che Ivan si portava sempre con se un taccuino, al suo interno si appuntava poche cose, ma le più importanti. Cercò di farmi capire che in ogni situazione di gioco, lui sapeva sempre esattamente cosa avrebbe dovuto fare, sia nei momenti di fiducia, che in quelli negativi. I punti forti del gioco di Ljubičić erano il rovescio ed il servizio, e guarda caso le 3/4 tattiche che si era appuntato erano esclusivamente basate proprio su quei colpi. Tattiche molto semplici come: Nei primi due game servi al corpo e rispondi sempre in diagonale, se sei in svantaggio da sinistra servi sempre a uscire… Questa esperienza, oltre confermare l’enorme bravura di Riccardo Piatti, mi ha fatto capire che il tennis è quello, è inutile cercare di affidarsi a schemi fantascientifici, alla fine vince chi fa qualche punto in più dell’avversario. La programmazione, il continuare a progredire tecnicamente, guardare tutti i giocatori del circuito, analizzarli con la lente d’ingrandimento, l’allenamento costante queste sono tutte componenti che dal canto suo sono fondamentali per costruire un giocatore. Mi ha raccontato che lui continuamente crea dei problemi ai suoi giocatori, perchè vuole metterli costantemente alla prova, vuole vederli reagire. Giustamente mi disse, è facile giocare quando si è in fiducia, i veri campioni si vedono nei momenti difficili.

Finita la giornata ci regalò un ultimo aneddoto straordinario… il protagonista questa volta era Federer. Ci raccontò che il campione svizzero passa intere giornate, quando non si allena, a guardare tutte le partite anche dei tornei minori, per farsi trovare pronto contro qualsiasi giocatore. Ci venne spontaneo chiedergli il perchè… lui ci rispose così ” Contro di lui sanno tutti come dovrebbero giocarci contro, lo conoscono. I giocatori dei tornei minori invece non incontrandoli quasi mai, ha bisogno di analizzarli e vederli da vicino per non rischiare di perdere. La storia ci racconta che quasi sempre alla fine la partita la vince lui poi, nonostante sia facilmente studiabile il suo tennis. “

In conclusione… sono convinto che ogni appassionato di tennis, ragazzo giovane, istruttore, si meriti di passare una giornata con Riccardo Piatti. Un uomo con la sua esperienza non può che insegnarti molto, sia dentro che fuori dal campo. Questa giornata sarà difficilmente dimenticabile, e la consiglio vivamente a tutti. Good Job Riccardo.

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